Português (Brasil)Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)Español

Il tuo browser non supporta Java oppure la console Java non è attiva


Aree Attività

Find Us on Facebook

Facebook Image
Skype Me™!

Home Cittadinanza italiana
Cittadinanza italiana

In termini giuridici la cittadinanza è la condizione della persona fisica (detta cittadino) alla quale l'ordinamento giuridico di uno Stato riconosce la pienezza dei diritti civili e politici. La cittadinanza, quindi, può essere vista come uno status del cittadino ma anche come un rapporto giuridico tra cittadino e Stato.

La materia della cittadinanza è disciplinata in modo omogeneo dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91 e dal regolamento di applicazione, Decreto Presidente Repubblica 12 ottobre 1993, n.572.

La cittadinanza può essere:

LEGALIZZAZIONE DOCUMENTI PER CITTADINANZA ENTRO 90  GIORNI

1. ATTRIBUZIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA PER NASCITA

Una persona è cittadina italiana se:

a) nasce da padre o madre italiani in qualunque luogo avvenga la nascita. Se almeno uno dei genitori è italiano, il figlio sarà cittadino italiano.

b) nasce in territorio italiano. In tal caso acquista la cittadinanza italiana il figlio di ignoti ed il figlio degli apolidi. In quest'ultimo caso sono i genitori a dover provare il loro status di apolidi;

c) è figlio di genitori stranieri nato in Italia e non segue la cittadinanza dei genitori per la legge del paese di origine dei genitori, secondo quanto previsto e prescritto dall'art. 2 del DPR 572/93.


2.  ACQUISTO CITTADINANZA ITALIANA

1. Acquisto spontaneo

Il cittadino di un paese straniero per nascita, acquista la cittadinanza italiana nei casi che seguono:

a. se di minore età  e viene  riconosciuto da padre o madre di cittadinanza italiana. In tal caso acquista la cittadinanza italiana fin dalla nascita, purchè alla data della nascita  il genitore fosse italiano. L’acquisto per effetto del riconoscimento è un automatico e viene attestato dal Sindaco.

b. se di minore età e  viene adottato da padre o da madre di cittadinanza italiana. L'acquisto avviene per effetto della trascrizione del provvedimento di adozione nei registri di stato civile del comune.

c. se di minore età e convivente, al momento dell'acquisto, con il genitore che acquista la cittadinanza italiana.. In questo caso l’acquisto della cittadinanza del figlio minore è un automatismo che viene attestato dal Sindaco.

2.Acquisto a seguito di dichiarazione

Il cittadino di un paese straniero per nascita  può acquistare la cittadinanza italiana se, in possesso di determinati requisiti e al verificarsi di certe condizioni, attraverso una esplicita dichiarazione manifesta la volontà di acquistare la cittadinanza italiana. I  casi di acquisto della cittadinanza a seguito di dichiarazione sono i seguenti:

a. Figlio naturale, maggiorenne, riconosciuto dai genitori italiani. Alla dichiarazione di riconoscimento deve far seguito, entro un anno dalla data in cui è stata resa dal genitore italiano, un’ulteriore dichiarazione del riconosciuto con cui viene espressa la volontà di diventare cittadino italiano. La dichiarazione per l’acquisto della cittadinanza italiana è resa all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza, oppure all’autorità consolare italiana all’estero.

b. Straniero nato in Italia e legalmente residente in Italia senza interruzioni fino al compimento della maggiore età. Può diventare cittadino italiano se rende una dichiarazione all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza tra i 18 e i 19 anni. La residenza è legale quando lo straniero è in possesso di regolare di titolo di soggiorno ed è iscritto in anagrafe.

c. Straniero del quale almeno un genitore oppure un nonno, sono stati cittadini italiani per nascita, e risiede legalmente, al compimento della maggiore età, da almeno due anni, in Italia. Può diventare cittadino italiano se rende una dichiarazione all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza tra i 18 e i 19 anni.

d. Straniero del quale almeno un genitore, oppure un nonno, sono stati cittadini italiani per nascita, che ha assunto pubblico impiego alle dipendenze dello Stato italiano, può diventare cittadino italiano se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana.

3. Acquisto per naturalizzazione

a) Naturalizzazione a seguito matrimonio

La cittadinanza italiana può essere concessa ai cittadini stranieri coniugati con cittadino italiano purchè non sussistano impedimenti derivanti da eventuali sentenze di condanna o vi siano dei motivi che riguardano la sicurezza della Repubblica. Il coniuge straniero di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana se risiede, legalmente, in Italia da almeno 2 anni (1 anno in caso di presenza di figli nati dal matrimonio o adottati) oppure, se risiede all’estero, dopo tre anni dalla data del matrimonio. La cittadinanza viene conferita, su richiesta dell’interessato, da avanzarsi decorsi i termini sopra indicati, con Decreto del Ministro dell’Interno che diventa efficace solo dopo il giuramento, dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza o davanti all’autorità diplomatico-consolare. L’interessato diventa cittadino italiano il giorno dopo aver prestato giuramento.  La domanda deve essere redatta sugli apposti modelli e  deve essere presentata presso i competenti uffici in relazione al luogo di residenza dell’interessato, oppure all’autorità consolare in caso di residenza all’estero. Alla domanda deve essere allegata la documentazione giustificativa attestante la sussistenza dei requisiti richiesti nonchè la ricevuta di versamento del contributo di € 200,00. Il decreto del Ministero dell’Interno con cui viene concessa la cittadinanza italiana viene notificato all’interessato, il quale ha sei mesi di tempo per rendere il prescritto giuramento dinanzi all’ufficiale di stato civile del comune di residenza o, se residente all’estero, dinanzi all’autorità diplomatica-consolare.

b) Naturalizzazione ordinaria

Secondo quanto prescritto dalla legislazione italiana la cittadinanza può altresì essere concessa  a persone straniere che risiedono legalmente sul territorio italiano decorso un determinato periodo di tempo. La residenza è legale quando lo straniero è in possesso di titolo di soggiorno valido ed è iscritto in anagrafe.

Tutti i casi pratici:

1. lo straniero il cui padre o madre o nonno siano stati cittadini per nascita: anni di residenza richiesti 3.

2. lo straniero nato nel territorio della Repubblica: anni di residenza richiesti 3.

3. lo straniero maggiore d'età adottato da cittadino italiano o figlio legittimo maggiorenne di straniero naturalizzato: anni di residenza richiesti 5 anni dall'adozione o dall'acquisto della cittadinanza del genitore naturalizzato.

4. lo straniero cittadino dell'Unione Europea: anni di residenza richiesta 4 anni.

5. lo straniero extracomunitario: anni di residenza richiesti 10 anni

6. l'apolide: anni di residenza richiesti 5 anni.

7. lo straniero che ha prestato  servizio in favore dello Stato anche all'estero:  5 anni di servizio a prescindere dal requisito della residenza.

8. lo straniero affiliato a cittadino prima della legge 184/1983: 7 anni dopo l'affiliazione.

9. lo straniero che reso eminenti servizi all' Italia  o se vi è un eccezionale interesse dello Stato: non è previsto nessun termine di tempo.

La cittadinanza, in tutti questi casi, viene conferita, su richiesta dell’interessato, con Decreto del Presidente della Repubblica. la cui efficacia è però subordinata alla prestazione del giuramento, dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza o davanti all’autorità diplomatico-consolare. L’interessato diventa cittadino italiano il giorno dopo aver prestato giuramento. L’interessato deve inoltrare domanda al Ministero dell’Interno ed è soggetta al pagamento di un contributo di € 200. La domanda è redatta sugli appositi  modelli e presentata ai competenti uffici in relazione al luogo di residenza dell’interessato, oppure all’autorità consolare in caso di residenza all’estero. Alla domanda deve essere allegata la documentazione attestante la sussistenza dei requisiti richiesti. Il decreto del Presidente della Repubblica con cui viene concessa la cittadinanza italiana viene notificato al richiedente, il quale ha sei mesi di tempo dalla notifica, per rendere il prescritto giuramento dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza o, se residente all’estero, dinanzi all’autorità diplomatica-consolare.

3. RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA AI DISCENDENTI DI CITTADINI ITALIANI (JURE SANGUINIS)

A differenza dal passato la normativa attualmente vigente in  Italia consente il possesso di più di una cittadinanza. Infatti, la contemporanea operatività della legge 13 giugno 1912 n. 555 e delle disposizioni vigenti in materia di cittadinanza di numerosi paesi esteri d’antica emigrazione italiana, la prole nata sul territorio dello Stato d’emigrazione da padre cittadino italiano acquisisce dalla nascita tanto il possesso della cittadinanza italiana quanto la cittadinanza dello Stato di nascita.

Diretta conseguenza di ciò è che  i discendenti di seconda, terza, quarta generazione ed oltre dei nostri emigrati hanno concreta possibilità di essere investiti della cittadinanza italiana.

Detta possibilità si è ancora più ampliata  per gli appartenenti di famiglie di antica origine italiana i quali siano nati dopo il primo gennaio 1948, in quanto a partire da tale data, debbono essere considerati, secondo il dettato della sentenza n. 30 del 9 febbraio 1983 della Corte Costituzionale, cittadini italiani anche i figli nati da madre in possesso della cittadinanza italiani all’epoca della loro nascita ovvero  riconosciuti dalla madre o la cui maternità sia stata dichiarata giudizialmente.

In definitiva anche i discendenti di nostra emigrante o di figlia di nostra emigrante sono da reputarsi cittadini italiani jure sanguinis per derivazione materna purché nati dopo il 1° gennaio 1948, data d’entrata in vigore della Costituzioni italiana.

Tutti i casi la trasmissione della cittadinanza italiana jure sanguinis

Esempio 1
  • Trisavolo
  • Bisnonno
  • Nonno
  • Padre
  • Voi

Quando si hanno solo  uomini nella linea di sangue (Padre> Nonno> bisnonno> trisavolo) si  avrà sempre diritto alla cittadinanza italiana, indipendentemente dalla  generazione.

Esempio 2
  • Trisavolo
  • Bisnonno
  • Nonno
  • Madre (Donne)
  • Voi

Quando si hanno donne nella linea di sangue (la madre in questo esempio) allora occorre essere nati dopo il 01.01.1948 per avere il diritto al riconoscimento della  cittadinanza italiana.

Esempio 3
  • Trisavolo
  • Bisnonno
  • Nonna (Donne)
  • Madre o Padre
  • Voi

Quando si hanno le donne nella  linea di sangue (la nonna in questo esempio) e poi madre o padre, occorre essere nati dopo il 01.01.1948 per avere il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana.

Esempio 4
  • Trisavolo
  • Bisnonna (Donne)
  • Nonna o il nonno
  • Madre o Padre
  • Voi

Quando si hanno donne nella  linea di sangue (la bisnonna in questo esempio) allora la tua nonna o il nonno devono essere nati dopo il 01.01.1948 per  avere il diritto al riconoscimento della sua cittadinanza italiana.

PROCEDURA DI RICONOSCIMENTO IN ITALIA

La competenza ad effettuare il riconoscimento della cittadinanza italiana è, per lo straniero di origine italiana residente legalmente nello stato italiano, il Sindaco del Comune di residenza. Epossibile iniziare il processo di cittadinanza italiana entrando in Italia come turista, o con visto di studio o lavoro; non è possibile iniziare il procedimento i riconoscimento della cittadinanza  italiana quando l’ interessato si trovi con il visto di lavoro o studio scaduto, o è già  trascorso il periodo di 90 giorni come turista nei paesi dell’area del trattato di Schengen.

Unitamente all’istanza di riconoscimento (da avanzare in carta resa legale) dovrà essere presentata la seguente documentazione:

1. estratto dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero rilasciato dal Comune italiano ove egli nacque;

2. atti di nascita, muniti di traduzione ufficiale italiana, di tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quello della persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana;

3. atto di matrimonio dell’avo italiano emigrato all’estero, munito di traduzione ufficiale italiana se formato all’estero;

4. atti di matrimonio dei suoi discendenti, in linea retta, compreso quello dei genitori della persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana;

5. certificato rilasciato dalle competenti Autorità dello Stato estero di emigrazione, munito di traduzione ufficiale in lingua italiana, attestante che l’avo italiano a suo tempo emigrato dall’Italia non acquistò la cittadinanza dello Stato estero di emigrazione anteriormente alla nascita dell’ascendente dell’interessato, Certificato Negativo di naturalizzazione - CNN;

6. certificato rilasciato dalla competente Autorità consolare italiana attestante che né gli ascendenti in linea diretta né la persona rivendicante il possesso della cittadinanza italiana vi abbiano mai rinunciato ai termini dell’art. 7 della legge 13 giugno 1912, n. 555;

7. certificato di residenza.

Nel caso in cui processo venga avviato in Italia  gli atti (originali) formati all’estero da autorità straniere, devono essere legalizzati dall’autorità diplomatica italiana competente e tradotti in lingua italiana. La traduzione deve essere certificata conforme al testo straniero dall’autorità diplomatica italiana competente, oppure da un traduttore in Italia che con giuramento innanzi alla Cancelleria del Tribunale (asseverazione) abbia reso la propria traduzione ufficiale.


CITTADINANZA DISCENDENTI DI DONNA ITALIANA (O CON DISCENDENZA ITALIANA), nati prima del 1.1.1948

Per i discendenti di donna italiana (o con discendenza italiana) nati prima del 01.01.1948 c'è la possibilità di ottenere in via giudiziale il riconoscimento della cittadinanza italiana.  Con la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 4466 del 25 febbraio 2009 la Suprema Corte ha difatti statuito che, per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo "status" di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della L. n. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio. Pur condividendo il principio dell'incostituzionalità sopravvenuta, secondo il quale la declaratoria d'incostituzionalità delle norme pre-costituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1° gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione, la Corte ha affermato che il diritto di cittadinanza in quanto "status" permanente ed imprescrittibile, salva l'estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è giustiziabile in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell'ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per l'effetto perdurante anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione dell' illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale.

Successivamente a tale pronuncia del 2009 i giudici del Tribunale di Roma hanno emesso diverse sentenze di riconoscimento della cittadinanza italiana a figli e discendenti di cittadina italiana, nati prima del 1948. Non avendo però il Parlamento italiano recepito in legge tale sentenza della Cassazione, non è possibile ottenere la cittadinanza jure sanguinis per via materna promuovendo la relativa istanza al Consolato o al competente ufficio di Stato Civile dei comuni italiani ma occorre intraprendere una procedimento giudiziario.

E' comunque necessario, ai fini del  riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis che i discendenti dell’avo italiano, compreso il richiedente, non abbiano mai perso la cittadinanza italiana.


LEGALIZZAZIONE DOCUMENTI PER CITTADINANZA ENTRO 90  GIORNI

In Italia è altresì possibile proporre ricorso giudiziale per obbligare i Consolati, che attualmente hanno liste d’attesa di anni, a legalizzare i documenti entro novanta giorni. E' possibile infatti ottenere dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) una sentenza che accerti l’inadempimento dell’Amministrazione degli Affari Esteri ai fini della conclusione del procedimento preordinato alla legalizzazione documentale chiesta e, per l’effetto ordini alla stessa, di fornire positivo riscontro alla richiesta di legalizzazione documentale entro il termine di giorni 90 (novanta) dalla notificazione della comunicazione in via amministrativa della sentenza. Il procedimento giudiziale dura circa 8-10 mesi. La conclusione favorevole del procedimento consentirà all’interessato  di presentarsi presso la sede del Consolato per assicurarsi la legalizzazione dei documenti necessari ad avere riconosciuto il proprio diritto alla cittadinanza.

 


A Cidadania Italiana - p.i. 02369760802 - 2012 Tutti i diritti sono riservati